"K
Nola rischia di diventare il fanalino di coda". L'allarme lo
lancia Beppe Signori, capitano della squadra meridionale, dopo i dati
Istat sulla competitività. Per Beppe Signori l’attacco arranca e il K Nola
"rischia di diventare il fanalino di coda", ma occorre
"rimboccarsi le maniche
per diventare competitivi" e smetterla di acquistare bidonio.
"Occorre svegliarsi, lavorare seriamente e rimboccarsi le maniche
per diventare competitivi". "Abbiamo visto - ha
aggiunto il capitano, a margine della commemorazione per la medaglia
d’oro al valor militare dell’ex-presidente – una gestione
mauriana inconcludente e priva di incisività. Abbiamo visto e vediamo
ancora oggi un continuo livello tecnico dell’attacco insufficiente
all'interno dello schieramento knolese. Così, spuntati in avanti, non si
fanno grandi punti".
Secondo Beppe "intanto nella lega tutti vanno avanti, Gabry da
quando è tornato Marco non è più un inetto e il Knola corre il rischio
di essere il fanalino di coda".
I dati del reparto offensivo - dice Signori - "sembrano purtroppo
confermare quello che io sto da tempo dicendo: stiamo in una squadra che
non cresce, abbiamo bisogno di rilanciare con forza una politica di
sviluppo autonoma e autosufficiente e credo che la strada che la Paola ha
intrapreso si a quella giusta".
Per il capitano dei verdi è oggi necessario "andare avanti con
determinazione sulla strada delle riforme Paoliane. Alcune le abbiamo
fatte (l’acquisto di Tomasson), altre - sottolinea - si
sono inceppate (il mancato acquisto di Jardel), ma vi assicuro che
prima della fine del campionato riporterò a casa un cannoniere molto
amato dalla squadre ma soprattutto da me, il suo nome è Julio Cruz!".
Se, sul fronte della sensibilità comunicativa all’interno dello
spogliatoio, "da un lato abbiamo perso le politiche rose
dell’Atletico Diego Armando abbracciando l’importanza nel stare
insieme con i giocatori fuori e dentro lo spogliatoio, dall'altro non
abbiamo ancora eliminato e potato completamente il nostro organico da
calciatori parassiti secondo il modello Kazako". "La
nostra squadra ha percorso", dice Signori, "una strada un
po' a metà, alla Napoletana: questo vuol dire pagare oggi un conto molto
forte per il rilancio di tutte quelle attività fantacalcistiche che la
squadra mostra con segni vibranti di avere ma non riesce a far decollare
fino in fondo".
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