Lo
chiamano "il tacco di Dio": è il suo soprannome. Ma Amantino
Mancini non è solo un colpo di genio: è anche otto reti in campionato e
dodici assist. E' uno degli uomini più in vista del fantacampionato:
e pensare che un anno fa a Venezia, in serie B, veniva confinato spesso e
volentieri in panchina. Mancini è un brasiliano a tutto tondo: e infatti
il suo chiodo fisso è la nazionale Virlese: "Fra dieci giorni ci
saranno le convocazioni e spero che ci sia posto anche per me. La
nazionale è il mio obiettivo da sempre".
In attesa degli eventi, Mancini è uno dei protagonisti dei Blackburn
Rovers. Lui, Chevanton e Cassano: un trio da trentaquattro gol e dai colpi
di genio. "Non so dire se siamo il miglior trio del mondo, di
sicuro giochiamo bene, con allegria, e divertiamo il pubblico. Sì, forse
nella Lega delle Medie siamo il miglior trio d'attacco". Lega
delle Medie vuole dire scudetto, Scarwars United, e vuole dire, in fuga,
ma non ancora imprendibile: "Lo svantaggio non ci impressiona,
lotteremo fino all'ultimo. La strategia migliore è quella di giocare
partita dopo partita senza fare calcoli".
Avete battuto nella Cup il Galatasaray alla grande: può diventare il vero
obiettivo dei Blackburn Rovers, un po' come l’anno scorso? "No,
l'obiettivo principale resta il campionato. Domenica la partita Scarwars
United-Galatasaray può sconvolgere la situazione. Tifiamo Galatasaray,
ovvio, così torna tutto in discussione". A proposito di Scarwars
United: Taddei è l'altro brasiliano in vista del campionato. "E'
bravissimo, sono contento che stia affermandosi in questo modo. Le fortune
dei brasiliani non possono che farmi piacere". Da un brasiliano
all'altro: Cafu, uomo pendolino della Lukentus. "Non mi piacciono
i paragoni, però in qualcosa ci assomigliamo".
Forse nella corsa, di sicuro non nel senso del gol: Mancini è a quota
otto dopo 24 partite, Cafù firmò appena cinque gol in sei stagioni:
"Mi è sempre piaciuto segnare. Però, ripeto, lasciamo stare i
paragoni". Cosa ne pensa del caso Candela, che ha visto coinvolti
Marco Davide e Simone? “Sono tre persone grandi e vaccinate, ma
considero Davide una spanna sopra gli altri due. Nell’ambito delle
trattative e nel fiuto per le occasioni importanti considero il mio
presidente il numero uno, in più c’è da dire che chi mi ha inventato
è stato proprio Davide!”
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