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VIRLE, 1 giugno 2005 - Speravano, Simone e Derek Zooolander, che la conferenza stampa organizzata per l’occasione fosse una semplice e grande festa per celebrare il terzo titolo e la conferma del tecnico. Ma dovevano immaginare che i giornalisti li avrebbero incalzati sui temi del momento, le riforme dell'asta, del fantasma, che gli avrebbero chiesto delucidazioni sulle prospettive future della squadra, sul destino del club, sul nuovo motivatore. Se l’aspettavano e lo temevano.
E infatti la domanda sull'asta ha creato più di qualche imbarazzo: “Fateci lavorare – ha detto Simone, che non ha aggiunto nulla - non devo dirvi cosa votiamo o chi compriamo, possiamo solo dirvi che sarà dura trovare un buco prima del 29 agosto, considerando che Gabri fa le ferie fino al 28”. E Zoolander, in risposta alla domanda se gli desse fastidio firmare il rinnovo con il Depo nel momento in cui la società traballa di fronte alle riforme del regolamento: “Sono le scelte dei soci della Lega, io devo rispettarle. Faccio solo l'allenatore”.
Si è parlato un po’ di tutto, ma il tema dell'asta era dominante. Ancora Simone è stato diplomatico. “Ho letto le proposte, ho visto l'andamento della votazione. E’ stata una scelta legittima, il mio pensiero non c’entra. Se ci sono rimasto male? Certo, sembra che il sistema favorisca noi. Un po' bizzarro no? Come fa una regola che è uguale per tutti a favorire uno? Non è che si fa una regola per chi ha tre televisioni nazionali o un'azienda di latte (e quindi favorisce logicamente chi ha le televisioni o un'azienda di latte). Quando sento parlare di giustizia e di equità mi si drizzano i capelli. Ma scusate, vorreste dirmi che nelle 5 aste precedenti non c'è stata equità? Se non sbaglio tutti hanno tot soldi, tot giocatori da prendere, l'ordine alfabetico c'è per tutti, mi sfugge il nesso: Virle vince = quindi non c'è equità. Se qui sotto il colle San Martino respiriamo calcio da quando siamo i fasce, che dobbiamo fare? Ci tenevo a chiarire questo, cambiare si può, dire che non c'è equità però no, ma rispetto i pareri altrui”. Poi, il futuro, col mister Zoolander: “Ho voluto sposare ancora questa compagine perché è una compagine importante, carismatica, chi passa di qui all'asta l'anno successivo diventa d'oro. Abbiamo voglia di essere ancora un grande Depo, vincente, che ha grandi obiettivi. La maglia verdeoro resterà, con un'altra maglia non sapremmo vederci. Abbiamo fatto questa scelta, la rispettiamo, siamo contenti”.
Le garanzie chieste (e quelle date): “Ci siamo messi seduti, mi sono state date garanzie tecniche: ci sarà una società, dei giocatori e uno staff valido. Io ci credo. Ho avuto garanzie anche sui nomi, ma non si sa se è possibile o no arrivarci, l'importante è provarci; di questi tempi, potrebbe essere approvata una regola che limita il Depo a prendere giocatori con la lettera D. Il prossimo motivatore? Abbiamo 2-3 nomi, Hansel (foto a lato) non ha convinto, specie nella fase centrale del campionato. Abbiamo bisogno di qualcosa di più forte”. Ma quando gli è stato chiesto di Fox Mulder e Ross Geller, se anche l’arrivo dell'indagatore degli X-Files e il simpatico "amico" fossero una di quelle garanzie, non ha risposto, anzi non ha potuto rispondere, bruscamente stoppato da Simone: "Tutto a suo tempo"
Poi, ancora sugli acquisti: “L'importante è che ci siano giocatori validi, che vogliano venire a Virle con un grande obiettivo. Sicuramente non giocatori normali, nè i soliti noti, ma gente di carattere, con stimoli, anche sconosciuti. Da qui sono nati gli allora semisconosciuti Mutu, Taddei, Corradi, Vergassola, Franceschini, Lanna, Vannucchi, Bellucci, Gilardino, Pelizzoli, Pizarro, Rocchi e tanti altri. Ben pochi cominciano per la lettera A”. Domanda scontata: quali saranno gli obiettivi del nuovo Depo? Risposta scontata, chissà se detta sul serio: “Speriamo la Pentacup, in fondo è l'obiettivo di tutti”. Parole sante.
   
 servizio di Enomis Inoracs