27 Giugno 2005, 0.08
Intervistato da una trasmissione nuvoleriana, Bojinov non ha peli sulla lingua nel raccontare la sua stagione al Rojo Fuego.
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NUVOLERA, 27 giugno 2005 - Intervistato durante la trasmissione "Pallone e Sudore" (dichiarazioni riportate poi dal sito internet campagnaverde.nv), Bojinov ha raccontato la sua stagione al Rojo fuego. Una stagione in cui il bojionco ha avuto poche occasioni per mettere in mostra il suo talento. Il giocatore bulgaro con passaporto nuvoleriano è sempre uno dei protagonisti del calciomercato, ma alla fine non si muove dalla panchina dell’Rojo Fuego e questa è una preoccupazione per il suo futuro.

"Si dice sempre che lascerò il Rojo, ma sono sempre qui - ha detto Bojinov - E se per questo aspetto il Presidente (Marco, n.d.r.) non me ne andrò mai perché è stato lui a scoprirmi…, si è vero lo ha fatto per caso nell’asta del 2003, pensando di aver preso Bothroid, ma Marco è così, alcune volte Gabriele presidente del Fight Club lo definisce stupido, ma vi assicuro che la sua stupidità lui riesce a trasformarla in un arma in più per il nostro team. Molte volte ti intristisce il fatto che passano gli anni e non torni a giocare 50 o 60 partite in un campionato come una volta. A parte che non ci riesco mai, o perchè non sono in forma o perchè mi infortuno, è anche vero che non mi è mai stata data questa possibilità, e invece mi piacerebbe molto. Comunque io sono da due anni al Rojo e la possibilità di giocare con tanta continuità è stata data a pochi giocatori".

"Probabilmente dipende anche dal mio stile di gioco - continua il Bojinov - Il fatto di essere sempre discusso, tanto al Rojo quanto in Nazionale, è una cosa normale. E probabilmente è anche colpa mia. Ho cercato di cambiare il mio tipo di gioco, di mangiare di meno, di non andare a prostitute, ma non ci sono riuscito. E’ vero, sono discontinuo nel rendimento. Sono sempre stato così, sin dalle categorie inferiori. Il mio stile di gioco mi ha portato a giocare a così alti livelli, non la continuità di rendimento. Certo questa è una cosa che fa discutere, ma quando si passano anni nello stesso club, uno dei migliori della lega, ci sarà pure un motivo. Perchè per quanto il Presidente ti voglia bene, come nel mio caso, qualche qualità devi pur averla".

"Uno dei problemi dell’Rojo - ha detto ancora il fantasista bulgaro - credo sia non avere un vero Presidente-leader, un Responsabile che impone il rispetto ai giocatori. Perchè, ad esempio Marco è una bravissima persona, ma non è un leader. Ci sono invece altre squadre che hanno questa figura carismatica. Ad esempio, Stefano Giossi ha una grande influenza nello spogliatoio, tutti lo rispettano. A noi manca un Direttore così. Ad esempio, come è possibile che un Presidente nell’arco di un campionato non abbia mai usufruito del mercato di riparazione, se Marco lo avesse fatto forse il Rojo Fuego avrebbe vinto il campionato!"

 

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