REZZATO, 30 giugno 2005 - Alle 22.24 di ieri sera è arrivata la
comunicazione ufficiale dal presidente Giorgio Fantarivera, che
rimette il suo mandato alla Lega, limitandosi a restare in carica
per le questioni di ordinaria amministrazione. Quindi già da oggi prende il via la
lunga ed estenuante tornata elettorale che porterà all'elezione del
nuovo presidente. In questi casi i pronostici e le previsioni si
sprecano, ma noi attentamente andiamo ad analizzare i possibili
candidati e le loro probabilità di successo. Inutile sottolineare
l'importanza di un incarico così cruciale: non solo il presidente è
garanzia di tutti i soci, e quindi per primo, esempio encomiabile di
lealtà ed onestà, ma inoltre sarà arbitro delle contese più accese,
delle questioni di mercato, e soprattutto il custode del
regolamento, colui che veglierà sull'effettivo rispetto delle norme
previste. Per spezzare una lancia a favore di questo incarico, il
peso in termini di tempo è tutto sommato relativo, considerando lo
scorporo della cariche approvato l'anno scorso, con la nascita del
Segretario, addetto al calcolo, e del Addetto alle pubbliche
relazioni, addetto al sito.
Partiamo la nostra analisi dal presidente uscente, Giorgio
Fantarivera, che per regolamento può ricandidarsi per un secondo
mandato, così come è capitato ai predecessori, Davide Fantatanzi e
Simone Fantagalliani, entrambi tra l'altro rieletti. Il manager
botticinese parte certamente coi favori del pronostico, proprio per
il fatto che il presidente uscente da sempre gode di un discreto
vantaggio in termini di appeal. Nel caso di Giorgio ha dalla sua la
trasparente e puntuale gestione della Lega, in particolare per
quelle controversie sorte durante l'anno, sempre affrontate con
lucidità, competenza ed obiettività, virtù questa molto difficile da
trovarsi. Ha aiutato certamente la mancanza di un conflitto di
interessi, considerando la non incantevole stagione vissuta dalla
sua compagine; ma questa certo non è un'ombra, poichè sicuramente il
magnate botticinese avrebbe condotto allo stesso modo il suo
incarico.
Alessandro Fantafoti, l'uomo venuto dall'Oriente, la persona
che con la sua venuta ha cambiato radicalmente il modo di vivere e
di fare fantacalcio nella Lega delle Medie. Da tempo si chiedeva lui
un incarico di responsabilità, dopo averlo visto all'opera quale
Primo Ministro del Risiko e Addetto alle pubbliche relazioni della
nostra lega. Quest'anno potrebbe essere la volta buona di un suo
salto di qualità. Dalla sua ha la simpatia e la duttilità, che gli
hanno fatto conquistare il plauso del pubblico e la solidarietà
della maggior parte dei soci. Dalla sua ha anche la sua
determinazione per le "Battaglie Perse contro il Sistema". Contro di
lui però pendono la stessa diffidenza per questa sua stravaganza,
per quelle sue proposte ai limiti dell'umana comprensione e del buon
senso, e certamente l'alone di mistero che ancora circonda la sua
figura.
Davide Fantatanzi, il primo presidente che ritorna ad un
incarico di responsabilità, dopo 3 anni da consigliere influente. A
suo favore l'ineccepibile convinzione dell'oggettività del
fantacalcio, che a suo avviso, non deve dare adito ad
interpretazioni, "o è giallo o è blu, o c'è nel regolamento o non
c'è". Contro di lui il fantomatico conflitto di interessi, da sempre tallone
d'Achille dei candidati virlesi.
Marco Fantaromero, l'extracomunitario che tenta la scalata. A
Nuvolera sono in molti a chiederglielo di candidarsi per dare
maggiore visibilità alla Campagna. E lui, da sempre titubante,
stavolta pare non volersi tirare indietro. A suo sfavore l'allergia
alla tecnologia, sebbene ultimamente sedata grazie alla necessità
dovuta ai suoi studi. Marco sostiene che "la vita è un rendering",
quindi, anche le mail potrebbero non essere più forestiere alla sua
porta. Potrebbero.
Sta sorprendendo un po' tutti la crescita manageriale e la presenza
nelle questioni della Lega di Angelo Fantaruggeri, fino allo
scorso anno considerato più una comparsa che un vero protagonista.
Per questa sua crescita merita considerazione una sua possibile
elevazione alla carica di Presidente.
Dopo 6 anni nella Lega delle Medie, è giunto il momento di
candidarsi anche per Mauri Fantacorioni, uno dei padri
fondatori della Lega. Anche per lui è recente la crescita e
l'interessamento alle vicende fanta politico calcistiche della Lega
delle Medie. Dalla sua certamente l'esperienza maturata negli anni e
la dimestichezza con i mezzi informatici. Contro di lui le sue
origini, è inutile negarlo, siamo in una lega razzista.
Non sono un mistero le mire di Stefano Fantamoratti, un uomo
che non ha certo bisogno del biglietto da visita. Già da mesi,
quando era un infante nel seno della Lega, già puntava alla
presidenza. Recente il tentativo golpista di farsi eleggere prima
delle elezioni, mediante plebiscito, finito peraltro in un fiasco
totale. Nonostante la Lega abbia espresso il suo parere (negativo)
alla sua candidatura, lui rilancia. A sua favore, la determinazione
e la competenza in materia (politica si intenda, non fantacalcistica
di certo ndr). A sua sfavore, l'arroganza, l'arrivismo e il parere
di una Lega che sa il fatto suo.
Chi è considerato un outsider è Matteo Fantagarrone, uno di
quelli con tutte le caratteristiche per fare il presidente. Il
manager biancoceleste è da poco arrivato, ma ha già fatto capire
quali sono le sue doti. Freschezza, sicurezza, apertura e amore per
la tecnologia. Se non questa tornata elettorale, certo, sarà
protagonista delle prossime.
Infine concludiamo con gli ultimi tre che non saranno della partita.
Simo Fantagalliani ha manifestato da tempo la volontà di evitare
un nuovo mandato, onde dare adito a sciocche dicerie, mentre Luca
Fantagiraudo e Gabriele Fantacampedelli, è risaputo,
devono rinunciare non per mancanza di volontà, ma per mancanza di
disponibilità. La loro candidatura è d'ufficio, ma per ovvi motivi
di tempo e d'impegno, la loro eventuale elezione sarebbe prettamente
simbolica.
Prima di concludere, un occhio alla modalità di voto ed alla
tempistica. Ci saranno le cosiddette "Primarie" dove tutti i
candidati potranno essere votati liberamente da tutti, votazioni che
termineranno il 15 luglio (a meno che gli 11 aventi diritto non
abbiano già votato prima). Seguirà fino al 30 luglio il ballottaggio
tra i due più votati che avranno accettato la candidatura (o più se
a pari merito). Il 30 luglio sarà eletto il nuovo presidente della
LdM.
Inutile dirlo: che vinca il migliore, per il bene della Lega.