5 Luglio 2005, 0.00
Mauro German Camoranesi conquista l'OSCAR 2005 per la categoria MIGLIOR CENTROCAMPISTA ESTROSO, precedendo Kakà e Domenico Morfeo. 4 i voti per l'esterno della Lukentus FC.
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MOLINETTO, 5 luglio - Una stagione da incorniciare per Camoranesi, iniziata in sordina e culminata con la conquista della Coppa e con la consacrazione dell'Oscar. L'esterno azulgrana vince l'ambito riconoscimento per l'intrigante categoria Miglior Centrocampista Estroso, ovvero, uno dei premi destinati ai fuoriclasse, ai virtuosi del calcio, ai fantasisti. Camoranesi supera la concorrenza di gente del calibro di Kakà, giunto secondo, Morfeo, terzo. Addirittura senza alcun voto Veron e Nedved.

Intervistato per l'occasione, Camoranesi si è aperto, ritornando anche ai tempi di Astrakan. Cosa le ha permesso di conquistare un così prestigioso riconoscimento, passando davanti a nomi così altisonanti? "E' facile intuire ed è bello apprezzare come i giurati che mi han votato siano attenti osservatori e non facili sempliciotti che si limitano a guardare al nome. Quest'anno ho vissuto la mia più esaltante stagione, calcistica e soprattutto fantacalcistica, diventando colonna portante della Lukentus. Preziosi assist, giocate, gol, ma soprattutto un'incredibile costanza di rendimento."

Mauro, come mai solo quest'anno è esploso in questo modo, e non  prima, magari con la maglia di Astrakan: "L’unica risposta: è che non avrei potuto farlo prima, anche se avessi voluto, non sapevo ancora mangiare la lingua Italiana, quando poi al Santuario mi diedero tutte le nozioni per farlo, ed io sapevo di aver raggiunto un discreto livello, (forse e non a caso, Alessandro, si fotocopiava tutti i miei temi!) decisi di cominciare: non più le favole dei Fratelli Grimm, non più i cartoni visti in TV, basta Spazio 1999 o The Monkeys, ma una storia tutta mia, una favola calcistica! Ora posso dirlo, ogni istruzione mi è stata data al giusto momento: e non ho più smesso di sfruttarla! Ad Astrakan ho imparato l'italiano, alla Lukentus ho imparato a vincere. Un grazie ad entrambe le società."

Per conquistare un così prestigioso riconoscimento ha dovuto senza ombra di dubbio farsi in quattro per tutto il campionato. E pensare che era stato bistrattato all'asta, disoccupato, è stata un'asta autunnale tra i fratelli Scaroni a toglierle la polvere e le ragnatele di dosso. C’è mai stato un momento in cui hai pensato, quest'anno sto a piedi? "Le risponderò con una battuta: quando ci si abbevera alla fonte dell'arte, della sapienza e della cultura, come l'esperienza vissuta con Astrakan, la sete non passa aumenta sempre di più! Mai, neanche un istante, ho pensato di rinunciare, sentivo che avrei potuto vincere qualcosa, mi stavo divertendo troppo già solo a pensarlo! Anzi fremevo di giungere alla Lukentus, di vedere dove saremmo arrivati, ed è forse per questo che ci ho messo meno di un mese per vestirmi di azulgrana!".

 

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