25 Luglio 2005, 16.11
Dopo una stagione da protagonista, culminata con la conquista della Coppa, Luca inizia a sognare in grande, puntando dritto alla vittoria del Campionato.
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MOLINETTO, 26 luglio - Il pagliaccetto di pelouche che voleva regalare alla piccola resterà un sogno da cullare un anno intero. Sul podio di Virle per la premiazione ufficiale della stagione 2005, con la sua bambina in braccio, papà Luka accompagna il fratello Simone verso il suo ultimo appuntamento con la storia e getta uno sguardo verso quel campionato che un giorno spera diventi il suo paradiso.

L’ultima immagine della stagione 2004/05 si spera che segni la fine di un’epoca: il tricampione sale per la terza volta sul gradino più alto e si prepara a fare spazio in cima al mondo a Luca e a Davide, campioni rispettivamente della Coppa e della Pentacup, un giorno che più bello non avrebbe potuto desiderare. Luca è pronto a raccogliere l’eredità fraterna e a dare inizio al "suo" tempo, dopo la Pentacup di due anni fa e la Coppa della scorsa stagione, l’avventura tormentata di una zona Pentacup ultra ricercata di cui è stato il "vincitore morale", dopo una stagione in cui si è trasformato, sfidando apertamente Simone per la prima volta a viso aperto.

"Questa stagione mi ha dato più di quello che mi aspettavo. L’anno scorso ero una sorpresa, quest’anno sono stato la conferma. Mi sono piaciuto molto. Mi è piaciuto il modo in cui l’ho preparata, l’ho corsa e ho gestito il doppio impegno Zona Pentacup-Coppa. Nel 2003/04 avevo vinto la Pentacup e poi avevo solo seguito a ruota Simone. Quest’anno ho cercato in tutti i modi di vincere la Coppa ed entrare in zona Pentacup. Ho attaccato, ho rischiato e nell’ ultima giornata ho provato a far saltare il banco".

Sul podio dei vincenti con Simone  e Davide, che sensazione fa?
"E’ più bello di un anno fa,tutti lo sanno che la Coppa è molto più prestigiosa della Pentacup. Certo mi è piaciuto molto essere tra due vincitori dello scudetto".

Eppure sembrava quasi più emozionato un anno fa...
"Nelle ultime due stagioni sono cambiato molto. So che fare due successi di fila nella Lega delle Medie è un grandissimo risultato e che una progressione come la mia (2° e miglior esordiente 2002/03,nel 2003/04 la Pentacup e ora la Coppa) non è da tutti, è un’emozione che tengo dentro. Non mi esalto, ma sono orgoglioso di quello che ho saputo fare".

E’ solo un’impressione il fatto di averla vista teso negli ultimi giorni di campionato?
"Sono stato nervoso solo il giorno della finale contro Ask. Volevo fare una grandissima prova, perché sapevo che con il distacco su Giorgio, Angelo e Gabry il risultato era al sicuro. Volevo dare una dimostrazione di forza a me stesso e nei confronti dei rivali che vanno forte. L’ho aggredita troppo nell’ultima giornata, ma alla fine ho portato a casa la Coppa".

Il momento peggiore della stagione?
"Non ce ne sono stati. Anche a lo scontro finale con Astrakan per la Zona pentacup, quando ho pareggiato, non ero veramente in crisi, ma pensavo a non andare in 7° posizione. Il momento peggiore di quest’anno resta la crisi in Pentacup: quella coppa l’ho buttata via".

Il momento più bello?
"La vittoria in Coppa. Senti il mondo che t’applaude ed è un’emozione per ogni presidente, anche l’ultimo della classifica. Essere vincitore per il secondo anno, per di più in crescendo, è stato il massimo".

Il rimpianto?
"Aver perso la zona pentacup sicura per colpa di una regola votata troppo frettolosamente, in una serata dopo uno spiedo, proposta da un presidente alquanto bizzarro come Alessandro Fantalotito. Senza quella regola sarei di diritto in Pentacup, ma non faccio dei drammi, il prossimo 11 settembre mi riprenderò ciò che è mio".

L’uomo in più di questa Lukentus?
"Alessandro Del Piero. Da lui ho imparato molto quest’anno, è stato con presidenti più bravi di me e mi ha insegnato a vedere sempre il lato positivo delle cose. Starà con me da calciatore ancora per due stagioni, poi diventerà il mio Allenatore".

E’ pronto a raccogliere l’eredità di suo fratello?
"Amo poco fantasticare, anche se dentro di me ho grandi sogni. Ho capito che posso vincere il campionato e l’obiettivo è tornare l’anno prossimo con la mia squadra per riuscirci. Ma ho 30 anni e almeno altre sette-otto stagioni per vincere i grandi titoli e non solo. Il 6 nazioni, per esempio, mi affascina".

Quali sono gli avversari che le daranno filo da torcere in futuro?
"Mi aspetto i soliti Davide e Simone, ma so che posso batterli. Rispetto i talenti della nuova generazione, soprattutto Matteo. Dico che è molto, molto difficile per tutti arrivare e vincere lo scudetto al primo, e al secondo colpo, se non ci sei andato vicino almeno una volta, non hai toccato con i piedi i gradini di quel podio o alzato almeno una volta un trofeo come Coppa e Pentacup, che io ho gia vinto".

 

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