NUVOLERA, 15
settembre 2005 - Primi in campionato. Davanti persino ai
Blackburn, in stretti termini numerici. Imbattuti nelle gare
ufficiali. Anzi, meglio ancora: una partita, una vittoria. Due gol
segnati, zero subiti. Sono i numeri da giocare sulla ruota di
Nuvolera, quella che gira meglio di tutte. Il sogno continua. E
nessuno qui vuole svegliarsi. Come nessuno pensa che sia casuale.
Parli con Di Biagio, con i giocatori, con il magazziniere, con il
giardiniere, con l'ingegnere e sono tutti consapevoli che Rojo
Fuego non sta rubando nulla in questo primo pazzesco scorcio di
stagione.
Consapevolezza
dei propri mezzi. Senza esaltazione, però. Marco alla vigilia
della sfida con Miei Prodi aveva detto: "Ho capito di avere
allestito una squadra matura rientrando a casa dopo l'asta. Ho
visto nei soci grande rispetto, ma soprattutto nella gente che mi
acclamava lungo la strada tanta soddisfazione ma nessun eccesso
nei festeggiamenti. Significa che ci rendiamo conto di poter fare
bene dappertutto, e che sappiamo restare con i piedi per terra".
A tre giorni dal big
match nel posticipo serale con i Blackburn, l’uomo di Campagna
cerca di dar seguito a questa filosofia: "Stiamo vincendo, ma
non potrà durare in eterno — sorride nella sala stampa —.
Arriveranno momenti negativi, perché è fisiologico o perché
commetteremo degli errori. E dovremo essere pronti. Perché se lo
sai prima, li superi prima. Per adesso, comunque, gustiamoci
ancora un pochino questa vittoria. Sappiamo di aver scritto una
pagina importante nella storia di questa società. Rojo
Fuego ha fatto il massimo: se dicessi che abbiamo ancora grandi
margini di miglioramento prenderei in giro tutti, a partire da me
stesso. Sapevamo di essere all’altezza per questa stagione,
ma sapete, finché non vai in campo... Il nostro punto di
riferimento massimo, comunque, resta il campionato. Non
possiamo permetterci di concentrarci solo sulle coppe". Il
chiaro riferimento va quindi anche all'imminente esordio in Coppa
con la sfida contro il Deportivo e al prossimo in Pentacup.
Patrick Vieira
domenica ha fatto conoscere il suo nome a mezza Lega delle Medie
(l'altra metà già lo conosceva), ma Marco va oltre: "Nel
fantacalcio in copertina ci va chi segna o gli allenatori, mentre
io vorrei sottolineare la grande preparazione dello staff tecnico.
Siamo arrivati all'asta con l'obiettivo di confermarci, era per
tutti una situazione nuova, invece abbiamo dimostrato grande
competenza e capacità. E se proprio devo fare il nome di un
giocatore simbolo, dico Grosso: è restato a Nuvolera scommettendo
con se stesso e rimettendosi in discussione. Ha dato un esempio a
tanti altri, che avrebbero preferito sfondare altrove facendosi
ricoprire di denaro e di lodi, invece resta qua a lottare, un vero
capitano".