NUVOLERA, 7 ottobre 2005 - Ha festeggiato sobriamente con
il team per la vittoria contro Lukentus, poi è partito. "Vado
subito a Rezzato per condividere questa gioia con gli uomini delle
squadre rivali, con chi non ha mai creduto alle mie capacita
fantacalcistiche". E così, mentre la sua squadra e i suoi
tecnici festeggiavano tutta la notte nella discoteca Bella Campagna
Calda di Nuvolera, Marco Fantaromero era in corriera per Rezzato.
Ieri mattina era già in coda a Virle, la sede storica delle scuderie
dei giganti del Fantacalcio, dove non ha perso occasione di mandare
sberleffi e sfottò a quei presidenti che per anni si divertivano ad
umiliare Ronan, Red Stars ecc.
"Calma, non è finita. Ma sta andando bene. Abbiamo preso
la vetta della classifica. Sono contento per Vieira, Jorgensen,
Locatelli e per tutti i ragazzi di Rojo Fuego che non si sono mai
risparmiati". Comincia così il racconto di Marco Fantaromero;
unico team manager della fantacalcio che è riuscito a fare bene
l’anno scorso e a confermarsi quest’anno. "È incredibile —
comincia Marco—. Se sei primo in classifica , vuol dire che sei
il numero uno al mondo nel tuo lavoro e che la tua squadra è unica,
inarrivabile. Provo un’emozione enorme: nel momento del trionfo
penso che questa squadra l’ho messa insieme solo quaranta giorni fa,
a settembre. Quindi, è un risultato ancora più importante, per il
tempo brevissimo avuto a disposizione".
— Nessun altro responsabile di squadra è riuscito a far
segnare tanti giocatori semisconosciuti come lei. Da Locatelli a
Vieira, da Bogdani a Jorgensen.
«Ogni goal e, ogni vittoria hanno un sapore diverso. Penso a
quello che abbiamo appena conquistato, un obiettivo molto, molto
duro da centrare. Quando arrivai terzo l’anno scorso eravamo un po’
degli incoscienti. Dietro questo trionfo c’è un impegno enorme, con
un Gruppo maturo che si chiama Rojo Fuego, che ha iniziato il suo
programma soltanto 2 anni fa dopo la cocente retrocessione subita
con Red Stars. L’anno scorso era la prima volta, quest’anno
siamo primi con una squadra per un 9/10 diversa da quella dell’anno
scorso, anche se qualcuno è rimasto con me. Sì, quello che è
successo è decisamente unico, e dimostra che quel terzo posto
dell’anno scorso non erano frutto del caso. Come qualcuno disse».
— Quali meriti si attribuisce?
«Ho messo insieme la squadra che prima in questo campionato.
Tutti ricordano in che condizioni era quando si chiamava Red Stars.
Ho continuato il mio lavoro senza badare ai commenti di nessuno.
Adesso il risultato è qui con noi. Con un investimento economico
ridicolo mi sono preso campioni indiscutibili,».
— Come farà Rojo Fuego a vincere il titolo?
«Perché ha differenza di Davide, Simone e Giorgio, Io rispetto il
prossimo e lavoro con umiltà sapendo sempre che le critiche mosse
nei miei confronti sono solo il frutto di gelosie sedimentatesi in
tutti questi anni».
— Cosa ha Rojo Fuego più del Deportivo?
«Sa gestire le gare meglio del Depo, sa comprare i campioni in
anticipo. Soprattutto sa trasformare il suo lavoro in risultati.
Come esperienza si equivalgono. In attacco, invece, la squadra di
Simone ha qualcosa più della mia, per adesso».
— Vieira il vostro vero uomo immagine è un esuberante che vuole
sempre vincere. Ma si sa adattare anche ad una tattica meno
aggressiva?
«Lo ha fatto domenica, gestendo quel golletto in più che gli
bastava. Lo aveva fatto a Virle contro il Depo, dove ha conquistato
tre punti che si sono rivelati preziosi. ».
— Che carattere ha?
«Di base è un estroverso. Però, per sentirsi a suo agio, ha
bisogno di stare nel suo gruppo».
— Ci racconti il suo colpo di fulmine per il ragazzo Francese.
«A me piacciono i bradipi e lui per me ci assomiglia tanto!
».
— Ora c’è anche la pentacup da conquistare.
«Vedremo. Prima dell’anno scorso nessuno si ricordava bene cosa
fosse questa competizione. Poi lo ha vinto Blackburn ed è diventato
importante. Al Rojo Fuego, che è una grande squadra, interessa molto».
— Cosa ha Rojo più del Blackburn Rovers?
«Un pacchetto di calciatori eccezionale. Però, dal prossimo mese
quando rientreranno a pieno regime i vari Cassano e Mancini, la
squadra di Davide diventerà veramente temibile».
— C’è gusto a vincere nella stagione in cui il Deportivo è stato
penalizzato di ben 3 punti?
«Non l’ho deciso io che andasse così male: l’hanno deciso loro.
Io preferivo avere contro il Deportivo piuttosto che il Blues. Il
fatto è che si è chiuso il loro ciclo».
—Essere primo in classifica e umiliato ancora Simone, che
motivazioni le restano?
"La mia motivazione è il mio gruppo. Ho dovuto inventare quasi da
zero questo Rojo Fuego e ci sono riuscito. Ma la soddisfazione più
grossa è quella di vedere la triade affannare in zona retrocessione!".