7 ottobre 2005, 0.55
Il team manager del Rojo Fuego: "Abbiamo vinto comprando campioni con un investimento ridicolo. E quante critiche per aver scelto Locatelli... Thomas è più maturo di Totti e più completo di Baggio alla sua età"
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NUVOLERA, 7 ottobre 2005 - Ha festeggiato sobriamente con il team per la vittoria contro Lukentus, poi è partito. "Vado subito a Rezzato per condividere questa gioia con gli uomini delle squadre rivali, con chi non ha mai creduto alle mie capacita fantacalcistiche". E così, mentre la sua squadra  e i suoi tecnici festeggiavano tutta la notte nella discoteca Bella Campagna Calda di Nuvolera, Marco Fantaromero era in corriera per Rezzato. Ieri mattina era già in coda a Virle, la sede storica delle scuderie dei giganti del Fantacalcio, dove non ha perso occasione di mandare sberleffi e sfottò a quei presidenti che per anni si divertivano ad umiliare  Ronan, Red Stars ecc.

"Calma, non è finita. Ma sta andando bene. Abbiamo preso la vetta della classifica. Sono contento per Vieira, Jorgensen, Locatelli e per tutti i ragazzi di Rojo Fuego che non si sono mai risparmiati". Comincia così il racconto di Marco Fantaromero; unico team manager della fantacalcio che è riuscito a fare bene l’anno scorso e a confermarsi quest’anno. "È incredibile — comincia Marco—. Se sei primo in classifica , vuol dire che sei il numero uno al mondo nel tuo lavoro e che la tua squadra è unica, inarrivabile. Provo un’emozione enorme: nel momento del trionfo penso che questa squadra l’ho messa insieme solo quaranta giorni fa,  a settembre. Quindi, è un risultato ancora più importante, per il tempo brevissimo avuto a disposizione".

— Nessun altro responsabile di squadra è riuscito a far segnare tanti giocatori semisconosciuti come lei. Da Locatelli a Vieira, da Bogdani a Jorgensen.
«Ogni goal e, ogni vittoria hanno un sapore diverso. Penso a quello che abbiamo appena conquistato, un obiettivo molto, molto duro da centrare. Quando arrivai terzo l’anno scorso eravamo un po’ degli incoscienti. Dietro questo trionfo c’è un impegno enorme, con un Gruppo maturo che si chiama Rojo Fuego, che ha iniziato il suo programma soltanto 2 anni fa dopo la cocente retrocessione subita con Red Stars. L’anno scorso era la prima volta, quest’anno siamo primi con una squadra per un 9/10 diversa da quella dell’anno scorso, anche se qualcuno è rimasto con me. Sì, quello che è successo è decisamente unico, e dimostra che quel terzo posto dell’anno scorso non erano frutto del caso. Come qualcuno disse».
— Quali meriti si attribuisce?
«Ho messo insieme la squadra che prima in questo campionato. Tutti ricordano in che condizioni era quando si chiamava Red Stars. Ho continuato il mio lavoro senza badare ai commenti di nessuno. Adesso il risultato è qui con noi. Con un investimento economico ridicolo mi sono preso campioni indiscutibili,».
— Come farà Rojo Fuego a vincere il titolo?
«Perché ha differenza di Davide, Simone e Giorgio, Io rispetto il prossimo e lavoro con umiltà sapendo sempre che le critiche mosse nei miei confronti sono solo il frutto di gelosie sedimentatesi in tutti questi anni».
— Cosa ha Rojo Fuego più del Deportivo?
«Sa gestire le gare meglio del Depo, sa comprare i campioni in anticipo. Soprattutto sa trasformare il suo lavoro in risultati. Come esperienza si equivalgono. In attacco, invece, la squadra di Simone ha qualcosa più della mia, per adesso».
— Vieira il vostro vero uomo immagine è un esuberante che vuole sempre vincere. Ma si sa adattare anche ad una tattica meno aggressiva?
«Lo ha fatto domenica, gestendo quel golletto in più che gli bastava. Lo aveva fatto a Virle contro il Depo, dove ha conquistato tre punti che si sono rivelati preziosi. ».
— Che carattere ha?
«Di base è un estroverso. Però, per sentirsi a suo agio, ha bisogno di stare nel suo gruppo».
— Ci racconti il suo colpo di fulmine per il ragazzo Francese.
«A me piacciono i bradipi e lui per me ci assomiglia tanto! ».
— Ora c’è anche la pentacup da conquistare.
«Vedremo. Prima dell’anno scorso nessuno si ricordava bene cosa fosse questa competizione. Poi lo ha vinto Blackburn ed è diventato importante. Al Rojo Fuego, che è una grande squadra, interessa molto».
— Cosa ha Rojo più del Blackburn Rovers?
«Un pacchetto di calciatori eccezionale. Però, dal prossimo mese quando rientreranno a pieno regime i vari Cassano e Mancini, la squadra di Davide diventerà veramente temibile».
— C’è gusto a vincere nella stagione in cui il Deportivo è stato penalizzato di ben 3 punti?
«Non l’ho deciso io che andasse così male: l’hanno deciso loro. Io preferivo avere contro il Deportivo piuttosto che il Blues. Il fatto è che si è chiuso il loro ciclo».
—Essere primo in classifica e umiliato ancora Simone, che motivazioni le restano?
"La mia motivazione è il mio gruppo. Ho dovuto inventare quasi da zero questo Rojo Fuego e ci sono riuscito. Ma la soddisfazione più grossa è quella di vedere la triade affannare in zona retrocessione!".

 

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