VIRLE, 9 novembre 2005 – Sotto la
nebbia umida di Virle il pensiero dell’Imperatore torna alla
vittoria fortunosa contro i cugini del Blues. “Abbiamo vinto e
giocato bene, tutto filava liscio – afferma l’attaccante neo
panchinaro -. Trovo che sia riduttivo dire che abbiamo vinto per
fortuna o come dicono le male lingue, perchè Blues è la
solita squadra satellite nelle mani di Simone Fantagalliani.
Con quel Deportivo Scacciascarogna sarebbe stato difficile per tutti”
.
Dopo il derby dei cugini o derby
Fantasma (ricordiamo i 2 buchi anomali in centrocampo, ndr) adesso
arriva il vero derby Scaroni contro la Lukentus di Sheva. Due
settimane per capire a fondo il fenomeno azulgrana; studiarlo bene,
coglierne magari qualche difetto, un punto debole. Difficile sfida,
contro uno che in campo segna sempre. Già se lo vede di fronte; sarà
affar suo. “Vediamo. Ce la giochiamo – sottolinea Adriano -.
Il Deportivo dopo una partenza alla bradipo sé rimesso a
camminare e poi a correre dopo l’arrivo di Cruz; speriamo di
continuare con questo ritmo anche dopo la pausa. La Lukentus
ha un grande allenatore e una rosa competitiva, anche se secondo me
Deportivo, Astrakan, Dinamo Pivex e anche Miei Prodi hanno qualcosa
in più in attacco rispetto agli uomini di Luca”. Anche Miei
Prodi? “Sì, perché il campionato è lungo. Lo scorso anno eravamo
molto avanti rispetto al Blackburn, eppure loro per un soffio non
sono riusciti ad agganciarci. Per fortuna lo scudetto poi lo abbiamo
vinto noi”.
Dopo la partenza sbagliata nelle
prime partite e l’Asta disastrosa, il Depo ha infilato delle belle
vittorie in campionato. “Ci davano per finiti, invece siamo
cresciuti sotto l’aspetto fisico; pian piano abbiamo ritrovato i
ritmi giusti e soprattutto il gruppo. Abbiamo ritrovato anche
Vannucchi, e ritroveremo anche il vero Adriano e il vero
Flachi. Tutto funziona; guardate Diana (quando non è in
panchina, ndr), sembra un brasiliano come me e invece è solo uno
scarpone della bassa bresciana; mi sbalordisce, sia in difesa sia in
fase offensiva”. Come mai si ritorna a parlare sempre del caso
Cruz, dell’Asta di Angelo burattino di Simone che ha innescato
pettegolezzi e discussioni evitabili? Sorride: “Non c’è buon
senso a Rezzato, uno si sveglia la mattina e dice quello che vuole.
Ognuno deve fare il suo lavoro seriamente, se poi vuole fare del
cinema allora ha sbagliato campo. E poi basta con il sito della Lega
delle Medie e basta creare sospetti”. Ciò che conta è il suo
rapporto con il Deportivo: “Ottimo – sottolinea -. Dopo
tre anni di contratto ho ancora voglia di volare in alto”.