CO DE SERA, 10 novembre 2005 - Il gol
al Rojo Fuego e il modo in cui lo ha segnato, hanno spazzato in un
solo colpo anni di tristezza assoluta, la retrocessione di due anni
fa con Red Star, l’anno da uomo fantasma in Blues e disoccupato dopo
l’asta. Di dubbi infiniti. L'istinto, giustamente sottolineato da
Paul Gascoigne, è rimasto intatto, cosi Giovanni Fantapreziosi,
prendendo una decisione rischiosa ha dato fiducia a Pippogolas. E
oggi il Nexus-6, oltre ai tre punti, si è ritrovato in mano Filippo
Inzaghi.
Strano il destino. Con Di Canio e
Martins in pole position, Inzaghi, malandato e sotto cura in Olanda,
sembrava destinato a una nuova stagione di attese, magari interrotta
da qualche contratto televisivo con la Talpa o l’Isola dei famosi.
Invece aspettando i veri Oba-Oba e Bobo, ecco spuntare Superpippo:
novanta minuti di furore agonistico e gol decisivo d'autore. Come se
il tempo si fosse fermato.
Inzaghi ci tiene a sottolineare,
passo dopo passo, le sue emozioni. "Io non mi sono mai arreso
- sottolinea - e non ho mai visto nero, a parte la maglia.
Le ombre magari erano degli altri, perché gente come Marco e Angelo
dava molto fastidio il fatto che non giocavo da parecchio tempo e
non stavo bene. Ma anche col conforto dei dottori ho sempre
creduto di poter recuperare dall'infortunio. Non ho mai pensato alla
fine perché probabilmente non sono mai stato alla fine. Adesso
voglio vivere alla giornata. Ora voglio solo rendermi utile quando
sarò chiamato in causa".
E adesso la concorrenza dilaga. Ma
Pippo getta acqua sul fuoco: "Penso che tra me, Martins, Di Canio
e Bobo ci sia amicizia vera e che si veda chiaramente, uno è di
colore, l’altro milita in Forza Nuova e l’altro... Sarebbe
difficile fingere. C'è grande grande stima, perché è fondamentale.
Io, Bobo e Martins abbiamo segnato centinaia di gol, Martins li farà
perché è un grande talento destinato a essere tra i migliori in
futuro. E poi penso che l'abbraccio con Bobo dell’altra sera sia
eloquente".
Ipotizzabile un po' di turnover tra
due settimane contro il K Nola, Inzaghi diventa però l'uomo in più
da schierare per la lotta salvezza. Una responsabilità non
indifferente. "Non esageriamo. - afferma - L’Uomo salvezza
è Nexus 6. Io vivo tutto con molta serenità giorno per giorno.
Rispetto al passato sono cresciuto, ma vivo ancora le stesse
emozioni di sempre e questo è bellissimo. Ancor oggi non dormo la
notte prima di una partita...".
Sogna a occhi aperti, probabilmente anche una
rete-salvezza contro il K Nola. Un orizzonte che gli fa luccicare
gli occhi: il bomber tornato in pista per la salvezza e la Coppa. E
qualche sgambetto? Sorriso americano: "Mi Piacerebbe vincere
contro le squadre che non credono in me ne nel Nexus 6, quelle
squadre che oggi comunque sono dietro di noi. Ma adesso è presto,
voglio solo pensare alla salvezza".