TREPONTI, 17 novembre 2005 - Fuori
dallo studio dell’Università Cattolica le guardie del corpo si
arrabbiano, i carabinieri si moltiplicano, le spinte volano e le
telecamere pure. In questi giorni grami di controlli e diffidenze,
Gabriele diventa un vero uomo di stato in pericolo. "Se questi
ragazzi della scorta vi maltrattano, dovete perdonarli: rischiano
tutti di saltare in aria con me, sono rimasti impressionati dalle
ultime minacce ricevute dopo la vittoria contro l’amatissimo
Astrakan.".
Un’ammissione pesante in una
mattinata tutto sommato leggera, passata a salire e a scendere le
scale della Cattolica e a raccontare quanto è bello passare l’esame
di inglese, non avendo studiato . E poi naturalmente stoccate per
gli avversari fantacalcistici ("A sentire cosa dicevano di me, io
dovevo gia essere retrocesso e invece sono stato uno dei pochi a
battere Astrakan 1094"). Il presidente del Fight Club non sembra
particolarmente rilassato, ma menando fendenti a destra e a manca,
manda comunque una carezza al Fight Club e al suo attaccante.
"Non sono qui per parlare di
fantacalcio, lo sapete, io sono uno studioso", risponde a tutti,
e non vuol nemmeno tentare un accostamento fra la sua squadra e i
voti più belli ricevuti in questi due anni di studi universitari. A
ogni accenno al pallone di marmo, Fantacampedelli semplicemente fa
cenno di no con la mano e tutt’al più sorride. Ma al nome di Konan e
all’insistere sulle sue ultime dichiarazioni, e sulla sorte di
Bojinov nelle ultime esclusioni non riesce a tacere del tutto. "Su
Konan avete equivocato", dice in tono secco. "Io ho detto che
amo Konan, un mio vecchio pupillo, ma Bojinov resta il nostro
attaccante ti punta a tutti gli effetti".
E pazienza se la sua ammirazione per
il colorato attaccante ha creato confusione. "Cosa dovrei dirvi,
che non amo Konan e che non sogno una coppia Konan-Cozzolino?".
Fine del commento, altre corse dei cronisti e dei fotografi fra uno
sbarramento e l’altro, tensione, parole riservate a bassa voce ai
vicini più prossimi nel corteo degli studenti dello Stars. Però le
cose del Fight Club non scivolano mai addosso al suo proprietario, e
un’altra cosa Gabriele sente di voler chiarire: "La storia
dell’abbandono da parte mia al mondo del fantacalcio è un’assurdità
senza fondamento. Ricordatevi che sono uno dei padri fondatori della
Lega".
Saranno contenti i suo tifosi, che
queste cose ritenevano di averle sempre sapute, ma sentirle ribadire
pubblicamente non è irrilevante. Perché tanto si è parlato del
futuro del Fight Club, della sua dirigenza, dello staff tecnico, e
le frasi di ammirazione di Gabriele verso uno scambio alla pari
Bojinov-Konan alla fine erano diventate un mantra anche in casa
Astrakan 1094. Ora Fantacampedelli conferma Bojinov, manifesta
ammirazione per il nuovo acquisto Alberto e il suo cannoniere Del
Piero, ma badando a non creare altri equivoci. Per il resto, poche
parole aguzze sulla situazione politica della Lega delle Medie e
sullo svolgersi dei rialzi durante il fantamercato.
Fuori dall’aula, dopo il positivo
esame , in mezzo alla vita vera, Gabriele non ha voglia di parlare
di retrocessione, però quel poco che dice è un’altra conferma
ufficiale dello status quo. Intanto, Bojinov l’altra sera a Co' de
Sera, dove era andato a giocare a calcio coi “amici”, è tornato
sulle voci di corridoio ("Bojinov all’Astrakan 1094 e Konan a
Fight-Club"). L’affermazione era stata da alcuni interpretata come
una svolta della stagione dove l’operazione di mercato diventava un
volano per dare una vera sterzata all’andamento disastroso della
squadra di Treponti. Tanto che il presidentissimo Fantacampedelli ha
mandato a dire ai suoi vecchi colleghi Presidenti: "Mi fanno
ridere quei finti comunisti bravi a parlare di solidarietà ma
incapaci di realizzarla, per eliminare un concorrente usano l’arma
della democrazia fatta di leggine e votazioni, ti sono vicini solo
nel momento del ko e pensano che il nome di Fight Club svanisca con
due o tre sconfitte consecutive, senza ricordare che la mia squadra
è nata per soffrire, così è stato, così è e così sarà!".