VIRLE, 13
dicembre 2005 - Dopo il 3-0 a K Nola ha cenato con Marco Fantaromero
nella sala Vip della Bierhaus. Poco prima del derby che ha messo i
brividi a Rojo Fuego, a causa della doppietta di Adriano. Una notte
di passione per entrambi i manager, poi ieri l'esito e il sospiro di
sollievo, il Depo non arriva a 2. Fantatanzi e Fantaromero si
lasciano felici, con la voglia di raccontare le emozioni di una
domenica vincente: "È bello un po' perchè è successo così, un po'
perchè la squadra se l'è meritato. Dopo le prime giornate tanto
sofferte, ci siamo ripresi mica male – dice il patron biancoblu-.
Adesso Astrakan non è più tanto lontana, quindi nessuno fa un
programma pensando agli avversari, ma pensando già alla festa… per
il titolo naturalmente. L’antipasto sarà il 21 dicembre, più che per
la laurea, sarà festa per il titolo di campioni, non ci può
sfuggire."
50 metri più a sud si respira un’aria diversa. Fantagalliani non si
illudeva già domenica sera e spiegava sincero: "Stavo meglio
prima, parla chiaro non tanto la classifica quanto il rendimento del
collettivo e dei singoli. Non c’è molto da dire, domenica c’è
Astrakan, l’ultima chiamata. Se si vince, facciamo un piacere a noi,
ma soprattutto agli altri. Se perdiamo o pareggiamo, per il Depo il
campionato sarà praticamente finito".
Pensiero al derby virtuale che si respira. Blackburn e Deportivo
sono separate solo dalla differenza punti, in classifica stanno
appaiate, ma la differenza tra le posizioni dei patron è palese.
Fantagalliani considera la corsa al titolo quasi chiusa per i suoi,
essere tornati nella colonna di destra per lui è pesante come un
macigno. “Quando contro di te torna al gol gente come Vuciniç, o
Iaquinta, è dimostrazione che la fortuna ha cambiato strada. Può
succedere, è una ruota che gira.“ Blackburn non vede difficoltà
per una rimonta, ormai Trezeguet è in vista di Toni quanto a gol,
Marchionni e Cambiasso sono fari nella notte, Amelia una garanzia. “E’
stato un weekend di buon fantacalcio, due gol e tanti bei voti per
noi. Tanta qualità ma anche, forse soprattutto, testosterone”.
Cuper non può che essere tranquillo e soddisfatto, la sua panchina è
tornata ad essere salda. Diversa sorte per Derek Zoolander, il tecnico del
Depo. A fine stagione si sa, andrà via, ma c’è chi gli chiede di
farsi da parte già adesso. Ma Fantagalliani taglia corto: “Macchè
cambio di allenatore, non c’entra lui. Il Depo soffre un po' della
sindrome da sforamento, a Virle la chiamiamo sindrome di Fava, e di un
qual certo complesso di inferiorità, e non ce ne siamo ancora liberati,
abbiamo aspettato fino all'ultimo istante un guizzo del nostro
giocatore più importante, Ferrante. Vittorie mancate, pareggi
sfiorati, dobbiamo rialzare la testa. Serve continuità, l'unica dote
che finora è mancata alla squadra”.
Se la ride Fantatanzi: “Prima uno, poi l’altro. Ce li mangeremo
tutti, come le scagliette di carne nel kebab. Gnam gnam, che buono
questo titolo.” |