La Pensata del Nino: Nino Tami racconta a modo suo il momento della Dinamo Pivex, una delle favorite alla vittoria finale. 
 

VALVERDE, 25 gennaio 2006 - Ero a Co' de Sera domenica pomeriggio e nell'intervallo della partita  Dinamo-Deportivo mi sono spostato sulla rampa per bere un tè caldo. Nel mentre, un piccolo nugolo di gente vociante ha anticipato di qualche ora l'illuminata constatazione di Simone Fantagalliani: "Se quest’anno Giorgio Fantarivera non avesse acconsentito lo scandaloso rialzo Cruz, questo scudetto l'avremmo già perso", avrebbe detto il presidente verdeoro. I tifosi biancocelesti raccolti discutevano: "Ma quando lo avrebbe vinto il Deportivo lo scudo senza Cruz? Con Cavalli? Ma per favore!". L'altro ribatteva, ma non riuscivo a cogliere il senso delle sue dichiarazioni. Le discussioni incombevano e la partita diventava sempre più definitiva, 3-1 per i padroni di casa: "Vabbé, ok, è la partita dello scambio di testimoni con un Toni così lo scudetto, la Coppa e la Pentacup sono assicurate!".

Curioso che sia toccato proprio a Fantagalliani ieri rintuzzare le speranze di quel tifoso e non solo le sue. "Il campionato è lungo, noi dobbiamo guardare solo a noi stessi, dobbiamo provare a vincerle tutte, poi se la Dinamo rallenta bene, se no amen, almeno non avremo rimpianti". Non saprei dire chi ha rilasciato queste dichiarazioni in casa verdeoro, ma forse tutti, inclusi i magazzinieri. E' la cosa più scontata da dire, naturalmente, ma anche la più vera.

Nel frattempo Matteo ha detto "Crederci è un dovere", io dico "Crederci è un obbligo". La Dinamo Pivex ha convinto nelle ultime  gare, mostrando compattezza, concretezza, gioco fluido e pochi, pochissimi passaggi a vuoto. La squadra ha beneficiato degli innesti di Almiron, dell'ulteriore esperienza di Suazo, della rudezza di Kuffour e ne ha guadagnato in personalità. La Dinamo di oggi è una squadra con le palle, che sa soffrire quando è il momento e colpire quando è necessario. Forse sbaglia ancora qualcosa di troppo sotto porta, spesso per troppa precipitazione, ma la perfezione non è di questo mondo.

La partita contro il Deportivo è stato l'emblema della metamorfosi degli uomini di Leonardo. D'altronde, per onestà, se quando Rojo Fuego vince con Fight Club solo grazie ai goal di un difensore, soffrendo per lunghi tratti della partita, si parla di squadra cinica in accezione positiva, non vedo perché nelle poche occasioni in cui questo accade alla Dinamo Pivex non si debba usare lo stesso metro di giudizio. O vincere pur non dominando è un pregio sempre, o non lo è mai. In tutti i casi, contro i verdeoro, la Dinamo ha sofferto per pochi tratti di partita, dando però l'impressione di restare sempre in controllo della gara, e contro una compagine fresca e combattiva come quella di Simone, ci può tranquillamente stare. Al di là del goal  di Bjelanoviç, infatti, il Deportivo ha creato problemi quasi esclusivamente in situazioni di gioco da fermo che, seppur con qualche affanno, sono state comunque gestite.

La Dinamo Pivex di oggi dovrebbe fare un monumento al pallone di marmo Toni, il prototipo del giocatore moderno, la classe umile, associata alla grinta indomita del più classico degli attaccanti. Al suo fianco un maestro di gioco come Suazo che, anche se con qualche amnesia temporanea, disegna un reparto d’attacco secondo solo, forse, alla coppia Adriano-Flachi. Dietro, l'innesto di Kuffour ha rivitalizzato e responsabilizzato Zaccardo, che ha cancellato dal suo vocabolario la parola distrazioni, che troppo spesso ne avevano caratterizzato le prestazioni. La difesa biancoceleste tiene la squadra corta, è tosta e dà quasi l'impressione di essere insuperabile.

Non dimentichiamoci, poi, che Matteo non può godere di un top Palladino. Il livornese sta crescendo, ma ad oggi è solo il lontano cugino del fenomeno apprezzato all’inizio del campionato. I margini di miglioramento sono ampi e con i suoi, dunque, anche quelli della Dinamo. Perché insieme a Suazo e Toni e fulmini, può caricarsi tutto Co' de sera e dintorni sulle spalle e condurlo lontano. Quanto lontano lo potrà dire solo Rojo Fuego, ma sulla carta molto, perché la sensazione evidente è che stavolta a Rezzato Ovest si vede giocare una squadra la domenica sì e l'altra pure, e non a targhe alterne come succedeva fino a qualche tempo fa. E se proprio capita una domenica dispari, si spera sia a strisce rossonere...