La pensata del Nino, puntata 2: ancora una volta una papera di Dida condanna i Blues che non demeritano affatto. Con un Rojo così non c'è tanto da scherzare.
 

TREPONTI, 1 febbraio 2006 - Dopo i molti infortuni in casa rossonera (Montella, Bazzani, ecc.),  qualche speranza aveva destato tra gli inseguitori, ma Rojo Fuego riprende la sua marcia trionfale nella Valverde, contro un Nexus 6 che si era fatto apprezzare nelle ultime uscite. Due gol convincenti e tutti a casa. L’impressione è che per qualcuno il countdown sia già iniziato, che abbia sbattuto la faccia al tappeto e che la speranza di rialzarsi prima della fine della conta sia al lumicino.

Non voglio recitare con troppo anticipo il de profundis del Blues, il fantacalcio ci ha abituato a sorprese anche più clamorose, ma l’idea che i rossoneri abbiano salutato con la manina dal direttissimo i trepontini rimasti impallati sul marciapiede a -7 è fortissima. Come dicevo la settimana scorsa si deve giocare fino alla fine per non avere rimpianti tardivi. Ma rimane negli occhi l’impressione di una squadra che dopo aver iniziato molto bene, una volta in vantaggio, si sia lasciata soggiogare dalla vecchia volpe Deportivo La Scaroña, svegliandosi dal torpore troppo tardi, dopo avere addirittura rischiato di andare sotto di tre goal. Tutto questo è male, non è atteggiamento che prospetti un futuro roseo.

Tiene botta invece la Lukentus che continua la sua marcia  della speranza, mentre i Blackburn diventano sempre più insidiosi, scatenando  un’offensiva concreta alla vetta. Importantissima la vittoria in zona salvezza di K Nola, ho l’impressione che la quota tranquillità si stia alzando ed è bene che molti, Nexus 6 e Blues in testa, si diano una mossa per non rischiare risvegli traumatici.          

Parafrasando il grande De Andrè, si potrebbe dire: Dida si è perso, si è perso e non sa tornare. Cosa sia scattato nel cervello di un portiere che l’anno scorso, con il Rojo Fuego, è stato spesso miracoloso, non è esercizio facile per chi non lo segue da vicino. Ma quest’anno le “sviste” sono state troppe per non costituire una prova che qualcosa davvero non và. Quella con il Deportivo è stata talmente enorme da rappresentare non più un campanello d’allarme, ma la certezza di un anno estremamente pericoloso per lui e la squadra. Infatti altri errori pacchiani sono stati offuscati da una vittoria, ma questa volta si sono di fatto volatilizzati 3 punti ed in questo momento della stagione l’episodio assume connotati sportivamente drammatici.

Proprio nell’anno in cui i Blues si sono affidati ad un portiere con un grande nome, ecco che si trovano un portiere mediocre, buono solo per mandarlo alla Mandolossa a battere con i suoi connazionali. Errori di questo tipo nella Lega delle Medie possono valere un’intera stagione. La società e la squadra lo sostengono, non potrebbe essere diversamente, il potenziale del portiere continuo a ritenerlo enorme, ma se la testa non torna sgombra, ogni intervento rischia di trasformarsi in un incubo, ogni uscita in un mix di indecisione e mani molli. Abbiamo già visto grandi campioni perdere inspiegabilmente la strada, mi auguro che per Dida non sia così, ma il tempo è tiranno e alcuni danni forse irreparabili sono già stati commessi.