Dovevano essere il valore aggiunto di Kobjath, Depo e Blues: finora non ci sono riusciti, ma il futuro delle tre passa inevitabilmente dai loro piedi.

 

REZZATO, 7 febbraio 2006 - Ibrahimovic, Adriano e Gilardino. Cos'anno in comune? Vivono tutti e tre un momento delicato, come le loro squadre. Non che da tris d'assi si siano trasformati improvvisamente in due di picche, ma dovevano essere il valore aggiunto di Kobjath, Depo e Blues, e finora non lo sono stati. Così Kobjath City annaspa al penultimo posto, il Depo e Blues si deprimono nel limbo della classifica. Chi dei tre campioni decollerà per primo? La risposta a questo quesito non deciderà certo la stagione: le sorti del campionato e delle coppe sono già segnati, ma certo cambierebbero certe dinamiche, Blues e Depo potrebbero rompere le scatole a qualcuno, Kobjath mettere un po’ paura a Miei Prodi e K Nola, chissà.

Partiamo con il fenicottero di Collebeato. Era partito a mille. Dopo le 16 reti in campionato dello scorso anno con la maglia del Benfico, già si sprecavano i paragoni con un certo Van Basten. Ibra è fermo a soli 3 gol in campionato: troppo pochi a febbraio. L'ultimo è datato 19 novembre 2005: Dinamo-Kobjath 3-2. Una gemma: stop al volo in corsa, Kuffour piantato sul posto e poi la sontuosa finalizzazione sull'uscita di Doni. Altri tempi. Da Dinamo a Dinamo, l'ultima uscita con i biancocelesti non è stata disastrosa assolutamente, ma certo ci si aspettava ormai il gol, che solo la traversa ha negato. Al di là della difesa d'ufficio di Kobjath City, che ha fatto quadrato attorno al suo campione, questa è stata la testimonianza di un malessere evidente. Ibra fa reparto da solo, sforna assist, ma il suo bottino di gol è insufficiente, e lui, ambizioso come tutti i purosangue, è il primo a saperlo. E adesso che il suo status di intoccabile vacilla, patisce il ballottaggio con Kutuzov e Reginaldo, insidiato dalla classe e dalla caparbietà dei due promettenti attaccanti. Kobjath è penultimo in campionato, ma se ritrovasse il miglior Ibrahimovic potrebbe ambire ad una storica salvezza.

Capitolo Adriano. Mister 260 fantamilioni in campionato ha segnato 12 reti. Tutto ok, dunque? Fino ad un certo punto. Due doppiette e la famosa tripletta fatta prima dell’asta, insomma, gol buoni (e utili) pochi. Il brasiliano doveva essere il trascinatore del Depo, invece quelle poche volte che capita viene trascinato dal buon andamento della squadra verdeoro. Adriano accende e spegne il suo motore da fuoriserie, anche nel corso di una stessa gara: numeri d'alta scuola e assenze ingiustificate e talvolta ingiustificabili. L'ultimo squillo è tutto sommato recente: il 15 gennaio ha siglato la doppietta ai Blackburn (3-2 per i verdeoro). Però la continuità latita: dà l'impressione di dover ancora maturare caratterialmente, come testimoniano i ritardi nei rientri all’Aldo Moro, le pene d'amore per la ragazza di Angelo, le scaramucce con il vigile Venturelli e la moglie Isa. Però rispetto ad Ibrahimovic e Gilardino ha il vantaggio di giocare sempre: il Depo non può prescindere dal suo abbacinante talento, in Pentacup e in Coppa nelle gare dentro o fuori può fare la differenza.

Infine Gilardino. Anche il Gila ha segnato in campionato 12 reti. Mica poche, considerato che non calcia i rigori (ma nelle ultime due stagioni ne ha segnate addirittura 23). Però Lomu prima l'ha messo in ballottaggio (stravinto) con Di Natale, adesso con il ritrovato Di Michele. L'ultimo bersaglio di Gilardino in campionato risale a Blues-Rojo Fuego 3-0 dell'8 gennaio scorso. Un mese fa: non preistoria, ma neanche ieri. I Blues per risollevarsi ed aggrapparsi alla tormentata Coppa han bisogno dei gol del Gila: potrebbe diventare il salvagente dei trepontini domani sera.

Ibrahimovic, Adriano e Gilardino fanno le prove di decollo: il destino dei loro team è nei loro piedi.