Processo in casa verdeoro dopo l'ennesima sconfitta. Il patron: «Non so se ho voglia di continuare, vediamo». L'accusa alla squadra: «Fox Mulder tradito dai giocatori»

 

VIRLE, 17 aprile 2006 - «È decisamente colpa dei giocatori, non c'è storia»: Fantagalliani non ha dubbi su chi sia il vero colpevole del disastro stagionale del Deportivo. Al suo arrivo negli uffici della MadeinVirle, il patron verdeoro non nasconde tutta la delusione per una stagione che proprio non si aspettava. Un crollo che ora potrebbe rimettere tutto a repentaglio, persino la salvezza. Un disastro che mette in discussione tutto, a partire da due giocatori come Adriano e Diana, considerati dei punti fermi della squadra: «Diana ci ha messo l'anima, povero Cristo. Non credo proprio sia da criticare, può fare degli errori, ma insieme ad altri giocatori che ne facevano molti di più. Adriano? Lo considerate voi un punto fermo, io non lo so. Io non so quali siano i punti fermi in questo momento del Depo, dal sottoscritto a tutti gli altri». Fantagalliani salva Fox Mulder («Certo non è stato un successo il suo subentro a Derek Zoolander, però tutta la volontà e la sua capacità ce l'ha messa. È stato anche lui tradito dai giocatori e dalla sfortuna») e si dichiara «d'accordo con tutti i giudizi negativi che sono stati scritti. Inspiegabile, inaspettabile, inaspettato. Non credo nella non concentrazione all’asta da parte mia, oppure nel sottovalutare troppo l'avversario. Qualche grosso errore di valutazione c’è stato, ma non così da giustificare una stagione tanto brutta, inspiegabile».

«Oggi non è una giornata in cui ci si sente di essere orgogliosi di essere deportivisti. La delusione è forte». Deluso in particolare da chi? «C'è qualcuno che non mi ha deluso del tutto, ma ne salverei pochi. Ci sono molti, che invece no, non sono proprio andati. Si sapeva che non sarebbe stato facile quest’anno, dopo anni di successi, la sete di rivincita di alcuni club e la crescita tecnica di altri avrebbe messo a dura prova la nostra organizzazione, ma poteva andare diversamente. Doveva essere un anno in cui si poteva anche non vincere niente, ma con onore. Potevamo cedere su tutti i fronti, potevamo anche non centrare la qualificazione alla Pentacup, ma non così, non crollando in questo modo. Le premesse di una stagione difficile c'erano tutte, l’asta insolita, la penalizzazione, ma poi la squadra all’inizio funzionava, tanto che eravamo secondi. La società ha aiutato in tutti i modo i suoi elementi e invece molti di questi non hanno risposto. Il terzo round è stato un disastro, sia in termini realizzativi (solo 9 gol ndr), sia in termini di fortuna. K Nola e Kobjath hanno ottenuto il doppio del nostro profitto (17 punti a 7, ndr) con gli stessi punti (728 circa, ndr).». Ha parlato con la squadra dopo la sconfitta con la Lukentus? «No, non ho parlato con la squadra, non serviva parlagli dopo, lo ha fatto Mulder». Ora, prosegue il patron verdeoro, «Non è facile reagire ma è un dovere. In questi momenti devi capire quale sia la cosa migliore da fare: se buttare via tutto, e non credo, se ricostruire, se non crederci più, oppure crederci ancora». Rimane una salvezza da conquistare: «Lasciamo stare per favore - conclude Fantagalliani - non mi ricordate cosa ci rimane da qui a fine stagione...».