Lomu ci riprova

Intervistato da Saverio Montingelli, Johan Lomu, fresco di conferma sulla panchina dei Blues, rilancia se stesso e le aspettative del popolo di Virle Treponti.
 

VIRLE TREPONTI, 22 agosto 2006 - Lomu, partiamo dall’accoglienza che le ha riservato l’“Ovale”. Eccezionale, un’accoglienza da campione del mondo. Ero francamente molto emozionato e sentirmi acclamato è stato un motivo di soddisfazione. Devo dire grazie alla gente, l’ho ritrovata come la ricordavo, iniziare la stagione sapendo che qui a Virle Treponti l’amore del pallone sferico è pari per quello ovale mi riempie di gioia”.

Uno dei suoi dubbi nell’accettare di continuare ad allenare i Blues riguardava il timore di sciupare quei bellissimi ricordi. Come l’ha superato? Con l’idea di provare a fare ancora meglio e la convinzione di poterci riuscire. Sento su di me una pressione positiva perché so che Virle Treponti si aspetta molto e confida in particolare sulle mie capacità. Questo concetto piuttosto che spaventarmi mi stimola. Spenderò ogni risorsa per soddisfare le attese e quando uno mette in campo tutto quello che ha, comunque è sereno, in più con il presidente ci siamo messi d’accordo per un programma atletico all’insegna della progressione, non possiamo ripetere gli errori degli ultimi due campionati!”.

E’ vero che Johan Lomu di oggi è diverso dalla sua prima esperienza trepontina? Io sono sempre lo stesso ma sul piano del lavoro un anno di conoscenza dell’ambiente è fondamentale. Certamente ho attinto molto dall’esperienza passata, lottare per la salvezza è molto diverso che lottare per il vertice, il problema dell’anno scorso è che in una stagione abbiamo assaporato contemporaneamente queste due sensazioni”.

Che ambizioni si propongono i suoi Blues? Vogliamo essere competitivi, e lo siamo. Competitivi è diverso da protagonisti, perché protagonista invece lo devi diventare con i fatti. Voi dite che ci aspettano 50 partite ma non è detto: le 50 partite ce le dovremo meritare superando i turni di Coppa, e se ci riusciremo nel tentativo di mantenere la dovuta umiltà, vi assicuro che qualche trofeo questo anno lo portiamo a casa”.

E’ stata la voglia di vincere che ha spinto il suo presidente a cambiare nazionalità passando al Virle abbandonando al suo destino il vice campione Tre Ponti? Questa è politica e non è nel mio carattere perdere tempo in chiacchiere, so solamente che questo anno con l’arrivo della Lokomotiv Salamanca e con l’addio di Fight Club, si sono create nazioni nuove, noi l’anno prossimo giocheremo nel Virle con i giocatori dell’Aston Virle…tutto qua.

E’ vero che dei suoi attaccanti rimarrà solo Gilardino? Sinceramente Di Natale ci ha deluso, mentre per Di Michele le porte del Blues sono aperte, anche se lui vuole a tutti i costi giocare la Pentacup, comunque vada questo anno io ed Angelo vogliamo attaccanti con le palle, se sferiche o ovali non ci interessa, l’importante è che non ce le facciano girare a noi!"