Kaką Pallone di Marmo 2006

Nessuna sorpresa e previsioni rispettate: Kaką ha vinto il Pallone di Marmo 2006. Il fantasista della Lukentus, ex Blues, Astrakan e ADA ha ottenuto 3 punti. Scarsa partecipazione al voto.
 
REZZATO, 24 dicembre 2006 - Nessuna sorpresa e previsioni rispettate: Kaką ha vinto il Pallone di Marmo 2006. Il fantasista della Lukentus, ex Blues, Astrakan e Atletico Diego Armando ha ottenuto 3 punti, e ha preceduto l'altro azulgrana Amauri, secondo con 1 punto, a pari merito con l'astoner Luca Toni. Al quarto posto Suazo e De Rossi che hanno passato la fase preliminare della votazione, ma che nel rush finale non hanno raccolto consensi.

"L'ho saputo quando ero in pizzeria. Sono venuti a comunicarmelo e io ho pensato: 'Ecco, ci risiamo, sono di nuovo su Scherzi a parte'. Arrivare nella Lega delle Medie č stato un sogno avverato, approdare alla Lukentus altrettanto, ma questa proprio non me l'aspettavo" scherza Kaką arrivato alle Medie con il direttore generale della squadra azulgrana Renzo Piano e con l'allenatore Mario Botta. "Dedico il premio al mio presidente, nemmeno lui ci credeva - continua il genio brasiliano - quando gliel'ho detto ha risposto: 'Ricky, ma che stai dicendo, lo vince Amauri!'".

Il primo brasiliano. Kaką č il primo brasiliano a ricevere il trofeo della Lega delle Medie, dopo che Adriano l'aveva sfiorato pił volte. Il fantasista della Lukentus succede a Luca Toni, Pallone di Marmo nel 2005.

Buju nel cuore. Ha la Valverde e il suo vulcanico residente nel cuore Kaką. Anche - ma probabilmente soprattutto - nel giorno della sua incoronazione alle Medie, il brasiliano rinnova l'ennesima dichiarazione d'amore per la cittą che l'ha amato pił di tutte. Kaką dice che questo Pallone di Marmo lo vorrebbe alzare si al Triangolo, gli piacerebbe portarlo anche all'Ovale, ma soprattutto vorrebbe portarlo con sč al Santuario. "L'ambiente dell'Astrakan - sottolinea - č un po' particolare e sta attraversando un momento difficile. Ma č una squadra che ha voglia di vivere e crescere. E io dico ai kazaki che i sogni possono avverarsi, e che bisogna credere nei sogni. Quello che č successo a me: arrivare a giocare con la maglia dei campioni in carica, disputare la Pentacup. Il sogno di questa competizione che č in me da quando ero bambino, ed oggi questo Pallone di Marmo, francamente inaspettato. E' un sogno essere qui".

Vittoria meritata. "La sua č una vittoria incontestabile", dice il presidente della Lega delle Medie Thomas Fantabramoviē, mentre snocciola la classifica. E ricorda che, in realtą, Kaką č il "primo vero fantasista" a vincere il Pallone di Marmo, visto che Totti gioca ormai da seconda punta.

"Niente polemiche". Poi, tocca a Kaką. Una serie di ringraziamenti alle sue squadre, ai suoi allenatori, ai suoi compagni di squadra nei Blues e nella Lukentus. Arrivano le domande sulle polemiche, le critiche che sono state sollevate alla selezione dei 25 per il Pallone di Marmo: "La fortuna č che non so leggere", risponde, prima di aggiungere: "Ci sono partite esaltanti, e ce ne sono altre in cui si gioca meno bene". "Le polemiche - continua - non mi interessano: il premio č per la la mia stagione, i miei sacrifici".

"Io, la Lukentus e la nazionale". Rivive l'inizio di stagione con la Lukentus - 14 partire, 4 gol, 1 assist "tutti determinanti" - poi il Sei Nazioni, quelle tre perle di partite infilate una dopo l' altra, con un pensiero particolare per la finale persa lo scorso anno con la Maddalena e il sogno di prendersi la rivincita. Blues, Lukentus e Sei Nazioni, dunque, come chiave della sua incoronazione come miglior giocatore dell'anno: "Tutte partite - osserva - giocate ad altissimo livello e con continuitą". Lukentus e Sei Nazioni, assieme ad Amauri, "che non č un rivale: giocarsela con un amico č sempre difficile. Se fosse toccato a lui questo riconoscimento sarei stato contento. Questa č una vittoria mia, ma da condividere con gli altri". Certo Tami, "compagno di tante battaglie", l'ha chiamato, e Angelo ancora no. "Angi - dice - č un fenomeno, non č un pilone, non fa parte di questa categoria".

I pedatori dimenticati. C'č posto per ricordare, forse per vendicare, anche altri grandi brasiliani che non hanno avuto il suo premio: "Ci sono Cafu, Adriano, ma anche Mancini e Oliveira! La differenza? L'ha fatta la Lukentus".

Molinetto e i sogni. Alla Lukentus come con l'Astrakan "non sto avendo la stessa continuitą che ho avuto con ADA o Blues, ho avuto qualche problema, ma devo lavorare, devo impegnarmi". Altri sogni? "Ho 24 anni, gioco nella Lukentus, sono impegnato in Pentacup, sono in testa al Sei Nazioni, spero di vincere qualcosa d' importante".

"Da Angelo abusi enormi ma inutili". "Angelo? Tutti sapevano dei suoi contatti un po' ovunque, e tutti sapevano quanto fosse potente. Da parte di Angi c'č stato un enorme abuso, ovviamente condannabile. Ma inutile: noi eravamo i pił forti", spiega Kaką a Legamedie.com.

Premiato dalla Porca. E' troppo contento il brasiliano, e il suo sorriso contagia un po' tutti. Cosģ quando parla di Sara e naturalmente dell'ADA: "Per me č stata straordinaria. Mi ha portato lei qui. Rimpiazzarla nel cuore č molto difficile. Mi ci vorrą ancora molto". Poi, finita la conferenza stampa, consegna ufficiale del Pallone di Marmo. E a premiare Kaką c'č un Grande italiana, un'esercente famosa, gran donna, che mette finalmente d'accordo la Lega delle Medie: la Porca.